Iznik è il nome delle bellissime ceramiche, realizzate nell’omonima città turca, che Mondino, da bravo collezionista, avrebbe sempre voluto possedere. Non riuscendo nel suo intento ha deciso di dipingersele su vetro, con una tecnica completamente inventata, creando dei veri e proprio Trompe-l'oeil. Mondino inserisce dei pattern nel rigore geometrico della simmetria, attraverso una sottile e minuziosa disposizione del disegno ottenuta dalla delicatezza delle immagini filtrate come in un sogno, capaci di evocare sia una miniatura persiana sia la fresca spontaneità di una natura morta fiamminga. In quest’opera convivono l’illusione e l’allusione ottenute attraverso un registro stilistico che oscilla tra l’eclettismo e il citazionismo. Gli oggetti rappresentati nelle formelle sono una rielaborazione delle imitazioni di porcellane cinesi trasportate dai mercanti durante i loro lunghi viaggi. Iznik diventa così una cornice stabile di un mondo umano in continuo movimento.