Il ciclo di opere dedicate a Felice Casorati, realizzate appena dopo la sua scomparsa, sono state considerate una dissacrazione del grande maestro torinese mentre, invece, articolavano la volontà dell’artista di trovare una chiave di collegamento tra la tradizione del Novecento italiano e la nascente Pop Art. L’intento di Mondino invece è quello di usare sempre la stessa immagine, la Maternità con le Uova, elevandola a simbolo della pittura, riproducendola su diversi supporti. L’artista così facendo manipola a proprio piacimento i codici dell’arte, anticipando la poetica degli anni ’80, caricando l’oggetto di nuove connotazioni e cambiandone il suo destino finale. Questo è il doppio-gioco di Mondino, come l’ha definito Maurizio Fagiolo sottolineando la duplicità dell’immagine, dove il gioco e l’ironia hanno un ruolo centrale. In questo modo una tenda di plastica e la porta di una stanza d’albergo con la sua chiave diventano un quadro, un’opera d’arte che lo spettatore può attraversare fisicamente.