Archivio Aldo Mondino

Tappeti

I Tappeti costituiscono uno dei cicli di pittura-oggetto più celebri ed emblematici della produzione di Aldo Mondino. L'origine della serie nasce da un illuminante equivoco visivo: "Stavo passeggiando - racconta Mondino - nel souk di Tangeri (...) quando i miei occhi da miope si soffermano su un tappeto sbiadito in mezzo al vicolo (...). Mi avvicino, non è naturalmente un tappeto, ma un pezzo di materiale da costruzione edile. Lo raccolgo e me lo porto sottobraccio in hotel. Non sto nella pelle per dipingerci sopra: un tappeto naturalmente!". La miopia dell'artista assume così un ruolo metodologico decisivo, trasformando una percezione imperfetta in una straordinaria intuizione creativa. Utilizzando supporti industriali e poveri come l'eraclite, Mondino ricrea fedelmente la trama, i motivi geometrici e la morbidezza visiva dei tessuti orientali. Opere come i Tappeti Stesi e l'installazione Raccolto in preghiera giocano sul corto circuito intellettuale tra la materia reale e la finzione figurativa. L'inganno percettivo nasce proprio da questa insanabile divergenza tra ciò che è e ciò che appare: gli oggetti sembrano veri manufatti tessili, ma rivelano una natura rigida e cementizia. Attraverso questa sottile ironia, la serie dei Tappeti sintetizza il cuore della poetica di Mondino, riaffermando che l'arte è essenzialmente finzione, simulazione e colto artificio imitativo.
Raccolto in preghiera è un’opera effimera del 1986, proposta alla Biennale di Venezia del 1993, consiste in un tappeto rivolto verso la Mecca e disegnato con diverse varietà di granaglie, dal riso alle fave, dai piselli ai ceci. L’opera venne concepita da Mondino durante un viaggio a Tangeri, dove ebbe la fortuna di incontrare il famoso scrittore marocchino Mohamed Choukri. Questo lavoro sintetizza le maggiori caratteristiche dell’artista: la passione per l’ironico gioco di parole, “raccolto” e “raccoglimento”, l’apertura verso culture differenti e il fascino per le influenze orientali, l’eclettismo e la sperimentazione nell’uso di qualsiasi mezzo per fare ‘pittura’, fino alla performance. Raccolto in preghiera è un oggetto rituale che si presta per essere un’opera d’arte pubblica in grado di richiamare l’attenzione, con una certa leggerezza, su tematiche sociali di particolare interesse e tutt’ora estremamente attuali. Come la storia della pittura occidentale è ricca di raffigurazioni pittoriche di grandi tappeti così la pittura di Mondino si materializza in questa installazione in cui sono le granaglie a sostituire il pennello.
Mekka Mokka è una sorta di tappeto-mandala, realizzato con l’utilizzo di 50 chili di caffè in grani, di diverse qualità, disposti in base alla gradazione cromatica. L’opera viene prodotta secondo la tecnica del mandala, in uso nel tantrismo buddista e induista, che compone il disegno del tipico mihrab centrale rivolto verso la Mecca. Mekka Mokka, come gran parte della produzione artistica di Mondino, associa al gioco linguistico quello formale, ironizzando sul trasferimento semantico e caricando l’opera di significati aggiunti. Mekka Mokka non è solo un richiamo al mondo orientale dei souk, al rito e alla preghiera ma, come tutta la sua produzione di tappeti si trova ad affrontare, in tempi non sospetti, il tema della globalizzazione partendo da un apparente ritorno all’esotismo e suggerendo l’unione tra i riti religiosi e quelli quotidiani, come il pregare e il bere e preparare il caffè.
Tappeti stesi, 1985olio su eraclite / oil on panel650 × 400 cm
Tappeti stesi, 1985
olio su eraclite / oil on panel
650 × 400 cm
Raccolto in preghiera (tappeto di granaglie), 1986granaglie / corn seeds400 × 200 cm
Raccolto in preghiera (tappeto di granaglie), 1986
granaglie / corn seeds
400 × 200 cm
Mekka Mokka, 198850 kg di caffè in grani e disegno su carta da spolvero / 50 kg of coffee grains and drawing on tracing paper220 × 140 cm
Mekka Mokka, 1988
50 kg di caffè in grani e disegno su carta da spolvero / 50 kg of coffee grains and drawing on tracing paper
220 × 140 cm
Tappeti stesi, 1993olio su tamburato / oil on honeycombed panel316 × 120 cm
Tappeti stesi, 1993
olio su tamburato / oil on honeycombed panel
316 × 120 cm
Tappeti stesi, 1992olio su eraclite / oil on panel240 × 120 cm
Tappeti stesi, 1992
olio su eraclite / oil on panel
240 × 120 cm