L'interesse di Mondino per la cultura orientale nasce in seguito a un viaggio in Marocco a metà degli anni Ottanta. L'Oriente, mondo lontano che ha da sempre affascinato artisti e letterati, diventa per lui una nuova fonte di ispirazione sia per i soggetti sia per l'impiego di nuovi materiali. L'artista guarda all'Africa con la sua consueta ironia, perché fonte di emozioni, di mistero e vitalità, un luogo ricco di personaggi e vicende che rivisita nella sua pittura: "Comprai in un fondo di magazzino, un linoleum denominato Alhambra sul quale affrontai un tema estremamente impegnativo ma chiave di volta per il mio lavoro: La festa araba. Un insieme di citazioni che vanno da Delacroix a Renoir ai cataloghi di viaggi ...". Questo incontro con l'esotico non si traduce mai in un mero esotismo di maniera o in una citazione accademica, bensì in una reinvenzione giocosa del mito dell'Oriente. Mondino reinterpreta l'immaginario arabo dissacrando i cliché dei grandi maestri del passato attraverso l'uso spregiudicato di supporti sintetici e industriali. Il linoleum "Alhambra", con il suo disegno decorativo già impresso, diventa la base ideale per sovrapporre pennellate vivaci e composizioni affollate di dervisci, sultani e venditori. La sua pittura trasforma il ricordo del viaggio in una messa in scena caleidoscopica e scenografica, dove la memoria storica si fonde con la grafica dei cataloghi turistici. Attraverso questo registro ironico e colto, l'artista abbatte la solennità del tema coloniale, offrendo un'interpretazione dell'Africa e del mondo arabo profondamente originale, dinamica e svincolata da ogni retorica.