Alla ricerca dell'Arte Povera, incentrata su materiali industriali e quotidiani, Mondino risponde dalla fine degli anni '60 con il cibo, realizzando sculture e quadri-oggetto con materie commestibili. Per l'artista viaggiare significa sperimentare supporti inusuali; come Cristoforo Colombo riporta dall'America il cacao e il caffè, Mondino li rende protagonisti assoluti dei suoi lavori. Avendo studiato mosaico all'École des Beaux-Arts di Parigi negli anni '50, intuisce che l'uso tradizionale di pietre e smalti impoverirebbe il significato del bozzetto. Decisore così di sostituire le classiche tessere vetrose con cioccolatini, caramelle e zollette di zucchero. Attraverso questo cortocircuito percettivo simile a un trompe-l'œil, Mondino sovverte la funzione d'uso degli alimenti per trasmettere una visione della realtà ingannevole, paradossale e concettuale. L'immagine vista da lontano rivela un doppio livello di lettura, dove la materia organica sfida la perennità tipica dell'opera d'arte. L'opera in questione cita apertamente Flag, la celebre bandiera americana realizzata nel 1954 da Jasper Johns, maestro del New Dada. Mondino riproduce la bandiera degli Stati Uniti accostando cioccolatini di varie forme e tonalità di colore. La scelta del soggetto non è casuale: l'artista allude ironicamente alla provenienza americana della pianta del cacao. Con questa brillante operazione concettuale, l'alimento diventa così un raffinato edibile elemento cromatico. Mondino fonde insieme la memoria del Pop internazionale, la storia della materia prima e la dissacrazione delle tecniche tradizionali.