Nell’ambito del ciclo espositivo DUE PER DUE, la Galleria C+N CANEPANERI è lieta di presentare Imaginaryscapes. La mostra mette in dialogo le opere di Aldo Mondino (Torino, Italia, 1938–
2005) e Taisia Korotkova (Mosca, URSS, 1980; vive e lavora a Milano, Italia), attraverso una riflessione sul paesaggio inteso come un costrutto immaginativo in evoluzione, dove realtà e visione si intrecciano per generare mondi possibili. Curata da Alessandra Franetovich, con un testo critico di Laura Cherubini, la mostra mette in relazione due pratiche che divergono nei contesti storici e culturali ma convergono in un territorio condiviso: l’elaborazione di visioni sospese tra esperienza personale e proiezione simbolica, pur esprimendo condizioni temporali distinte.
All’interno dell’ampio spettro di riferimenti presenti nella mostra, lo sguardo di Mondino si dispiega attraverso la sperimentazione dei linguaggi artistici e delle rappresentazioni del luogo, permeato dall’idea di viaggio, sia reale che mentale, plasmato da un periodo segnato dai suoi anni parigini e da un interesse per l’orientalismo.
Il suo lavoro racconta il concetto di luogo come costruzione culturale attraversata dal desiderio,
dalla memoria e dalla stratificazione simbolica.
D'altra parte, Korotkova articola un'indagine decisamente contemporanea e critica sulle tensioni collettive che plasmano il nostro presente globale, dominato dal rapporto tra tecnologia e umanità, nonché dalle prospettive antropocentriche e neocoloniali. Le sue dinamiche post-apocalittiche suggeriscono un tentativo di aprire e risolvere queste tensioni spostando l’attenzione verso il paesaggio come campo relazionale e dinamico, uno spazio per un’abitazione fluida e interspecie.
La mostra solleva così una domanda centrale: come immaginiamo oggi i luoghi della nostra esperienza vissuta e quelli che non esistono, e quali implicazioni culturali e politiche comporta questo atto?
Il neologismo Imaginaryscapes cerca di espandere il concetto di “geografia immaginativa” teorizzato
da Edward Said verso una nozione di paesaggio-come-immaginazione, dove il suffisso “-scapes” evoca la complessità degli spazi contemporanei come campi aperti attraversati da confini mutevoli. Nel dialogo tra Korotkova e Mondino emerge una tensione che rende visibile la trasformazione del tempo: dal viaggio individuale alla dimensione collettiva, dal fascino esotico a un riesame critico del presente.
Imaginaryscapes diventa così uno spazio di indagine aperta sul potere dell’immaginazione di costruire mondi e sulla possibilità, mai del tutto risolta, di abitare le immagini che produciamo.